![]() De Vito sbraita in aula |
![]() L'avvocato Fabrizio Ballarini |
![]() Il pm Renzo Petroselli |
![]() Le parti civili al completo |
![]() L'avvocato Stefania Sensini |
![]() L'avvocato Maria Cristina Rosa |
![]() L'avvocato Antonio Rizzello |
![]() De Vito parla col suo avvocato Enrico Valentini |
![]() La difesa |
![]() Marcella Rizzello |
(s.m.) – E’ ancora Giorgio De Vito show (*fotocronaca).
Il 37enne napoletano imputato al processo per l’omicidio Rizzello ha di nuovo dato in escandescenze in aula davanti a pm, avvocati e giudici della Corte d’Assise di Viterbo.
A provocare la sua smodata reazione, un passaggio dell’arringa dell’avvocato di parte civile Fabrizio Ballarini, che assiste il compagno della donna uccisa con trenta coltellate nel febbraio 2010. “A difesa del figlio, e animata dall’affetto che nutre per lui, la madre adottiva di De Vito ha potuto solo dire che il fratello è ancora più vigliacco di lui”. Parole che hanno fatto saltare l’imputato sulla sedia, più della condanna all’ergastolo chiesta poco prima dal pm Petroselli, in due ore di requisitoria.
“Non è vero, mia madre non ha detto quelle cose – ha gridato De Vito dal suo banco in prima fila, davanti alla Corte -. Sono tutte carognate!”. I giudici lo hanno fatto accompagnare fuori. Ma mentre lasciava l’aula, l’invettiva è continuata, in un climax di volgarità. “Fateve le pippe!”, ha urlato alla platea. E poi “Vergognatevi”, per tre volte e a volume sempre più alto.
Nel lungo silenzio seguito alla piazzata, le sue grida si sentivano ancora, fuori dall’aula. Le ha coperte l’avvocato Ballarini, riprendendo dalla cruda descrizione della dinamica del delitto. “Marcella è stata straziata da trenta coltellate. Solo le ultime due sono mortali. Le altre 28, a braccia, gambe e viso, sono state un’inutile sofferenza infertale dall’omicida. Un uomo robusto, armato, avvezzo a maneggiare coltelli contro una donna esile, indifesa, che dormiva in pigiama con la figlia di pochi mesi. Un divario di forza inevitabile, contro cui Marcella nulla ha potuto”.
Per Ballarini, così come per il pm e le altre parti civili, il quadro è chiaro. A carico di De Vito ci sono un’impronta della sua mano e il suo stesso dna sulla scena del delitto, oltre alla fotocamera digitale rubata a casa di Marcella e trovata nell’appartamento della madre dell’imputato, in un armadio che solo lui utilizzava.
La discussione, iniziata questa mattina alle 10, è andata avanti fino alle 17. Sette ore interamente riservate alla requisitoria del pm e agli interventi dei legali di parte civile. Oltre all’avvocato Ballarini, i colleghi Stefania Sensini per la figlia di Marcella e del suo compagno, Maria Cristina Rosa per la madre e Antonio Rizzello per il padre e il fratello.
Solo l’avvocato Sensini ha chiesto un maxirisarcimento da un milione di euro, per danni morali e materiali, insieme a una provvisionale di 200mila euro. Le altre parti civili si sono tutte mantenute su cifre comprese tra i 500mila e i 600mila euro, allineandosi alla richiesta di condanna all’ergastolo avanzata dal pm.
Il 7 maggio, parola alla difesa.
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