![]() Lucia Catanesi |
– “Ci prepariamo alla mazzata”.
Il comune di Marta fa i conti con la crisi. La situazione per il momento è ancora sotto controllo grazie a una politica di risparmio e scelte oculate messa in campo dal sindaco Lucia Catanesi.
Per il primo cittadino però gli effetti della spending review non tarderanno a farsi sentire.
“Per il momento ancora non subiamo pesantemente la crisi – afferma la Catanesi -. Il bilancio va bene, ma il problema è che da adesso lo stato darà meno soldi e avremo conseguenze in futuro.
Con l’Imu non ci saranno entrate per 200mila euro. Altri 35mila verranno meno dall’affitto della caserma di cui, come ente pubblico, eravamo proprietari. Una cosa gravissima. Contemporaneamente però aumenteranno i costi”.
Alla fine, per la Catanesi, ci rimetteranno i comuni virtuosi. “Arriveremo a essere un’amministrazione senza più un centesimo e coi buchi nel bilancio, ma non per colpa della cattiva gestione comunale. I comuni disastrati poi saranno aiutati e lo stesso non sarà fatto con quelli parsimoniosi. Non mi sembra corretto e noi ci troveremo in difficoltà”.
Da tempo Lucia Catanesi ha ristrutturato per fare economia. “Negli anni passati ho fatto scelte oculate perché immaginavo potessero arrivare tempi peggiori. Ho riunito, per esempio, una scuola in un unico complesso con conseguente risparmio di energia.
Ora adibirò la vecchia elementare a casa di riposo per affittarla. A settembre inizieranno i lavori del porto, il porto più grande della provincia con un aumento dei posti in barca che comporterà piccoli introiti”.
Anche le spese sono sempre state molto ponderate. “In passato non ho mai usato soldi per i festeggiamenti, su questo il comune ha tagliato definitivamente. Le feste ci sono, ma le organizzano i privati. Riduciamo ancora di più il superfluo sapendo che il prossimo anno sarà triste“.
I servizi sono ridotti, ma comunque garantiti. “Quest’anno non ho potuto assumere altro personale nel periodo estivo e anche per la pulizia del paese mi sono dovuta arrangiare. I servizi al cittadino sono ridimensionati ma comunque assicurati. La vera mazzata si sentirà il prossimo anno quando ci renderemo conto dei soldi che sono venuti meno e degli equilibri che ne sono conseguiti”.
Per far fronte ai tagli statali, si è reso necessario l’intervento del comune. “Siamo costretti a mettere tasse perché coi minori trasferimenti dallo Stato non ci rientriamo. Era quindici anni che non aumentavamo l’imposta sui rifiuti, ma dopo la legge che prevede l’equilibrio tra la spesa in discarica e quello che ufficialmente entra, ho dovuto fare un piccolo ritocco del 10 per cento”.
Aumentati anche i casi di povertà. “Rispetto a prima tanta gente viene per dire che non riesce a sbarcare il lunario – spiega -. Le famiglie si trovano più in difficoltà e ci sono casi gravi con persone che a 50 anni hanno perso il lavoro. In quelli accertati, il comune cerca di venire incontro con dei buoni pasto, senza però dare soldi se non una tantum per vere necessità”.
Calo del 40 per cento per le attività imprenditoriali. “I settori più colpiti sono quelli della ristorazione. In molti casi la gente si prende un primo o un secondo in due. Difficoltà anche per il settore del turismo. Marta vive per di più grazie al folclore, alle tradizioni popolari e alle manifestazioni organizzate dai privati e dalle associazioni. Non si salva nemmeno il settore della pesca. C’è sofferenza in generale”.
Una delle priorità, per il sindaco di Marta, sono i giovani. “Ho molto a cuore i ragazzi, perché mi immedesimo con loro. L’occupazione purtroppo non c’è, ma ci sono solo licenziamenti e riduzioni del personale. Da parte mia cercherò di puntare tutto sulla nuova zona artigianale che dovrebbe sorgere sulla Variante. Ci sono già tante richieste e a ottobre approverò il piano regolatore per poi iniziare ad assegnare i lotti. Gli investimenti porteranno occupazione stabile, un vero motore per l’economia“.
Non mancheranno interventi per il turismo. “Cercherò anche di riqualificare e sistemare il paese per dargli un aspetto gradevole e attrarre i turisti”.
Per la Catanesi il governo Monti è stato poco incisivo. “Da una parte l’esecutivo ha fatto tagli che erano essenziali, per esempio nelle pubbliche amministrazioni in cui a volte c’era un surplus di personale. Dall’altra però non lo ha fatto dove davvero si deve intervenire e cioè con tagli ai funzionari, dipendenti, assessori e consiglieri regionali, ma soprattuto ai deputati e senatori.
Ci sono poi tutte le società partecipate e i consigli di amministrazione. Basta pensare che solo nella nostra provincia ne abbiamo tre, uno in Talete, uno in Cobalb e uno in Siit, e tutti per una cosa che va male. Lo stesso vale per le comunità montante e i consorzi di bonifica che non servono a niente. Sono solo emeriti carrozzoni”.
Tre, in definitiva, le priorità.”Monti dovrebbe iniziare a tagliare e risistemare lo scenario politico non solo dal punto di vista economico, dovrebbe ridurre l’evasione e infine procedere a un’alienazione del patrimonio statale per tamponare gli interessi del debito”.
Paola Pierdomenico
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY