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Viaggio nella Tuscia al tempo della crisi - Intervista al sindaco di Acquapendente

Alberto Bambini: “Basta coi tagli agli enti locali”

di Paola Pierdomenico
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Alberto Bambini sindaco di Acquapendente

– “Basta coi tagli agli enti locali”.

Non vede altra via d’uscita il sindaco di Acquapendente Alberto Bambini. Ridurre le risorse ai comuni comprometterebbe i servizi ai cittadini. Un rischio troppo grande che il primo cittadino non vuole assumersi. Meglio puntare su turismo e commercio e traghettare il paese fuori dalla crisi.

“Ad Acquapendente la situazione è quella che vive tutto il paese – esordisce il primo cittadino -. L’aggravante per noi è il patto di stabilità che ingessa l’autonomia dell’ente dal punto di vista contabile.

Un altro problema da affrontare sono i tagli. “Nel giro di tre anni i trasferimenti dello stato si sono ridotti di circa 400mila euro. Il governo ha prorogato l’approvazione dei bilanci fino all’autunno, segno che c’è una difficoltà oggettiva nel farlo. E non da ultimo l’introduzione dell’Imu”.

Una mancanza che ha reso necessario intensificare i risparmi. “Abbiamo fatto tagli nella gestione dei servizi, anche quella ordinaria. Risparmiamo sulla carta per le fotocopie e abbiamo consigliato di usare il più possibile le mail. Ci basta anche qualche euro. Spulciando il bilancio comunale siamo intervenuti per non creare problemi ai cittadini”.

I provvedimenti non si fermano qui. “Abbiamo ridotto le iniziative estive e tolto un autista per impiegarlo come operaio e sfruttare la manodopera. I servizi essenziali sono garantiti, ma il prossimo anno ci sarà un altro taglio con cui fare i conti. Solo a settembre con l’assestamento degli equilibri di bilancio avremmo una fotografia reale di quello che è successo”.

Un’altra soluzione adottata sono le energie rinnovabili. “Abbiamo cercato di rimediare ai tagli anche con l’istallazione di impianti fotovoltaici. Si tratta di quattro ettari coperti di serre che rappresentano oltre a un’entrata per il comune anche una possibilità di sviluppo e di lavoro”.

Non mancano casi di povertà. “Ci sono famiglie in difficoltà, ma con l’assistente sociale, le associazioni di volontariato, la Caritas e la parrocchia abbiamo cercato di intercettare le situazioni più critiche e dare una risposta. I casi sono aumentati con la chiusura delle aziende e la cassa integrazione“.

La crisi dell’imprenditoria non ha risparmiato Acquapendente che però ha individuato delle vie d’uscita. “La contrazione nel settore edile è sotto gli occhi di tutti. Da noi, però, ci sono anche molte attività commerciali che fortunatamente reggono perché sono a gestione familiare e con pochi dipendenti. Anche le aziende agricole si sono trasformate diventando multifunzionali. Sono nati molti agriturismi“.

I problemi dei comuni, per il sindaco, vanno affrontati con un occhio di riguardo e non continuando a tagliare. “Non si possono togliere altre risorse agli enti locali. Non sarebbe sostenibile. Gli sprechi sono altrove e il problema non sono di certo i comuni che invece rappresentano l’anello debole di questa catena. Anzi, nonostante siano le istituzioni più a contatto coi cittadini sono anche quelle che hanno pagato di più”.

Per il sindaco, infatti, i costi della politica nei comuni sono inesistenti. “Sono spese che non incidono più di tanto. Molti consiglieri prendono solo il gettone di presenza, gli assessori qualche rimborso spese e le missioni le facciamo a carico degli amministratori. Non vedo altri margini per tagliare se non sui servizi. A quel punto, però, è meglio che lo faccia un commissario”.

Con il riassetto amministrativo, Bambini spera non si perdano di vista le reali esigenze dei territori. “A breve ci sarà l’unione dei comuni e dei servizi associati. Una cosa che cambierà lo scenario amministrativo almeno a livello territoriale e sarà una partita importante che la politica deve affrontare ascoltando le esigenze locali. Mi auguro che le funzioni tolte alla provincia saranno trasferite alle associazioni dei comuni e non alla regione, perché altrimenti ci sarà un deserto politico specie nelle zone marginali del Lazio”.

Il comune preme l’acceleratore sul turismo. “Dalla collaborazione tra l’associazione dei commercianti e le strutture ricettive è nato un piano marketing in cui anche l’amministrazione comunale e i privati hanno messo delle risorse. Abbiamo aperto un’agenzia di tursimo incoming in cui si fanno pacchetti e prenotazioni on line. Turismo e commercio serviranno a uscire dalla crisi. Bisogna crederci e lavorare insieme su progetti condivisi ottimizzando le poche risorse a disposizione”.

Da sfruttare non solo il turismo ambientale ma anche quello religioso. “Bisogna valorizzare la Francigena e la basilica del Santo Sepolcro, senza dimenticare la Riserva naturale di Monte Rufeno, la frazione di Torre Alfina che è tra i borghi più belli d’Italia, i Pugnaloni e la festa della civiltà artigiana e contadina che è una vetrina per le nostre attività. La strada è questa e la filosofia da seguire è quella di attuare meno progetti, ma più qualificati”.

Paola Pierdomenico


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23 settembre, 2012

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