– “Investire sulla scuola ci salverà dalla crisi”.
E’ questo per il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli l’unico settore su cui bisogna puntare. Una formazione solida permetterà ai giovani che guardano al futuro di affrontare una crisi economica che ha cambiato radicalmente il volto del paese.
“Civita Castellana vive in pieno la crisi e credo sia tra i comuni della provincia che ne risentono di più per la realtà industriale che altrove non c’è. Le imprese stanno cercando di tenere e quelle più colpite saranno cinque su una quarantina”.
A fronte di ciò, l’amministrazione non è rimasta con le mani in mano. “Sono fiducioso che se ne uscirà anche se con un ridimensionamento dei posti di lavoro. Il comune comunque ha ottenuto dalla Regione Lazio un milione e mezzo di euro che saranno usati per le imprese in grado di associarsi. Per questo finanziamento ringrazio la disponibilità degli assessori Di Paolo e Zezza”.
Gli imprenditori, per il sindaco, devono unirsi in alcuni settori senza compromettere la competitvità. “La concorrenza resta una condizione fondamentale per le imprese che però possono condividere delle attività come lo smaltimento dei rifiuti e le depurazioni per fare economia”.
I tagli dello Stato hanno dimezzato il bilancio comunale. “Il bilancio è passato da due milioni 200mila euro a un milione 580mila. Una riduzione per cui abbiamo dovuto mettere in campo dei provvedimenti.
Abbiamo trovato delle soluzioni per non incidere sui servizi. Solo sullo scuolabus abbiamo eliminato una corsa per otto bambini che costava circa 40mila euro e abbiamo aumentato l’Imu sulla seconda casa a 8,9”.
L’obiettivo è mantenere i servizi. “Cerchiamo garantire tutto anche se abbiamo dovuto affrontare un incremento di spesa per rivedere i servizi dell’amministrazione pubblica che da dieci anni erano in proroga. Siamo stati costretti a rimetterli tutti al bando”.
Due quindi le soluzioni del Comune per affrontare la crisi. “I trasferimenti dello stato sono stati coperti dall’Imu e le spese per i servizi sono state coperte dai tagli che l’amministrazione ha fatto su sé stessa. Ho guardato capitolo per capitolo e su ognuno ho ridotto, dalle spese per i software a quelli di gestione per gli hardware, dalla carta per le fotocopie ai toner. Si è tagliato su tutto quello che si poteva tagliare. Una cifra che si aggira sui 300mila euro”.
Il tessuto imprenditoriale per Angelelli è complessivamente sano. “Diverse industrie fino a oggi hanno resistito perché hanno lavorato bene coprendosi così le spalle. Le difficoltà sono due e cioè il calo interno della domanda italiana con un conseguente restringimento del mercato e poi la dannosa stasi dell’edilizia”.
La conseguenza peggiore è il restringimento degli stipendi. “Il paese soffre per la cassa integrazione che riduce gli stipendi. E’ aumentata la disoccupazione e i commercianti, tutti, fanno fatica perché non si vuole più spendere. E poi c’è la paura, la paura di perdere il lavoro”.
Per il primo cittadino, i civitonici risentono più della crisi rispetto al resto della Provincia. “Parlando con gli altri sindaci della Tuscia c’è chi mi ha detto che, in una situazione del genere, si può comunque andare avanti, perché tutti hanno l’olio, il vino e l’orto. Non è così. Per un operaio non ci sono altre fonti di reddito, se non quella del suo lavoro“.
Angelelli sa però dove guardare per affrontare le criticità. “Il punto di forza più importante sia per Civita Castellana che per il resto del paese è la scuola su cui dobbiamo investire per formare i ragazzi a essere pronti alle sfide future. La crisi non è passeggera e non se ne uscirà nel momento in cui ripartirà l’economia che si è completamente trasformata.
Per il sindaco, questa, è solo una fase di transizione che avrà conseguenze permanenti. “I ragazzi che guardano avanti con più interessi e stimoli dovranno essere in grado di modificare le cose per ricreare una nazione ricca. Ci sono le possibilità per farlo e le possibilità passano per la scuola”.
Il governo per Angelelli non ha individuato la ricetta giusta. “A livello internazionale sta facendo una figura discreta, mentre su quello nazionale, secondo, me sta deprimendo l’economia. Per quanto sia necessario risanare i conti pubblici questa cosa non potrà durare molto. Un anno di sacrifici non ha diminuito il debito pubblico. Non sono un economista e non voglio dare lezioni a nessuno, ma non si può continuare così. L’esecutivo dovrebbe solo detassare il lavoro e intervenire sulle banche perché tornino a investire sulle imprese”.
Paola Pierdomenico
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