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Viaggio nella Tuscia al tempo della crisi - Intervista al sindaco di Latera

Luigi Fiorucci: “Ci preoccupa il futuro dei giovani”

di Paola Pierdomenico
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Luigi Fiorucci

– “Noi andiamo avanti, la preoccupazione sono i giovani”.

Il comune di Latera riesce ad affrontare la crisi. Il sindaco Luigi Fiorucci spiega che la sua amministrazione non è messa male, perché problemi di lavoro esistevano e ora, con la crisi, continuano solo a esserci.

La sua preoccupazione sono i giovani che non hanno prospettive e che sono costretti a lasciare il paese che rischia di spopolarsi.

Come vivete la crisi?
“Come amministrazione comunale non siamo messi male, sia a livello di finanziamenti regionali che per quanto riguarda i pagamenti alle imprese. Certo, capita di barcamenarci, ma siamo abituati a certe situazioni”.

Ci sono casi di povertà in comune?
“Le famiglie in difficoltà sono poche, la situazione in generale è sotto controllo. Riusciamo a sostenere questi nuclei con contributi economici per le bollette e l’acquisto di generi alimentari. Le cifre non sono comunque enormi”.

A quanto ammonta il taglio dei finanziamenti dello stato sul bilancio?
“Non abbiamo avuto delle riduzioni – afferma -. Stiamo attenti a dirlo perché può darsi che a giorni arrivi la mazzata, ma a oggi non c’è nulla”.

Qual è il livello dei servizi?
“Sono mantenuti, anzi alcuni sono stati migliorati. Mi riferisco per esempio alla raccolta porta a porta degli ingombranti o al servizio di assistenza per gli anziani che ricevono direttamente a casa il cibo e le ricette mediche. Non abbiamo grossi problemi”.

In tutto questo come l’imprenditoria riesce a gestire le criticità?
“L’edilizia è ferma. In paese ci sono tre ditte che continuano a lavorare ma ridottola richiesta. L’agricoltura, invece, è in ginocchio anche per questa stagione così calda che ha fatto saltare il raccolto delle olive e le castagne che non ci sono. Anche la produzione della patata è calata di oltre il 30 per cento. Speriamo sia un problema solo di questo anno”.

Come è la situazione occupazionale dei giovani?
“Per loro non c’è nulla – afferma secco e con un po’ di preoccupazione -. I ragazzi sono costretti ad andarsene e il paese si sta spopolando. Non so come finiremo tra qualche anno. Nei paesi piccoli il vero problema è proprio lo svuotamento per la mancanza di attività”.

Nessuna prospettiva dunque…
“In realtà qualche sbocco potrebbe esserci. L’Enel dieci anni fa ha chiuso una centrale geotermica con oltre trentamila di serre che ora sono abbandonate. Si vocifera che l’impianto potrebbe ripartire. Se fosse così, questo porterebbe una decina di posti di lavoro e introiti al comune. E’ solo un’ipotesi anche perché ci sono diverse questioni da considerare tra cui il parere dei paesi limitrofi e soprattutto quello dei cittadini. Io contro la cittadinanza non ci vado”, precisa Fiorucci.

Riuscite a investire sul turismo?
“Il nostro turismo è del tipo mordi e fuggi e quindi non porta soldi. chi viene da fuori si ferma nel fine settimana nelle casette prese e ristrutturate, ma poi riparte. Quest’anno gli afflussi sono aumentati, ma la nostra economia non si può basare su questo settore”.

Come sindaco di un piccolo comune cosa chiederebbe al governo?
“Vorrei più risorse da destinare al miglioramento dei servizi, un problema che colpisce un po’ tutti i comuni in questo momento. Il paese è tranquillo, i problemi sono quelli che ci sono stati negli ultimi, forse sono un po’ accentuati ma noi reagiamo e capisce la situazione economica in cui ci troviamo”.

Paola Pierdomenico


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14 settembre, 2012

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