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Viaggio nella Tuscia al tempo della crisi - Intervista al sindaco di Orte

Dino Primieri: “Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo”

di Paola Pierdomenico
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Dino Primieri

Dino Primieri

– “Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo”.

Continuare a lavorare e sperare in una ripresa economica nazionale. Solo così per il sindaco di Orte Dino Primieri sarà possibile uscire dalla crisi che colpisce il paese con effetti ogni giorno più gravi.

“E’ un anno che ci troviamo in questa condizione e le conseguenze negative per i cittadini aumentano.

Se fino a poco tempo fa potevamo considerarci un’isola felice, adesso invece ci sono tantissime persone che perdono lavoro e chiedono aiuto. La situazione è davvero drammatica e senza un minimo di ripresa diventerà insopportabile”.

A pesare anche la riduzione dei finanziamenti statali. “A giugno abbiamo approvato un bilancio di 807mila euro su previsione di trasferimenti dello stato. Il 27 agosto è arrivato il dato definitivo dal ministero e la cifra si aggira intorno ai 485mila euro. C’è stata dunque una riduzione di circa 330mila euro. Stiamo andando sempre peggio”.

Per questo il comune ha dovuto tirare il più possibile la cinghia. “Tagliamo fin dove possibile e abbiamo aumentato di un punto l’Imu sulla seconda casa rispetto all’aliquota fissata dal governo”.

I servizi di conseguenza ne hanno risentito. “Abbiamo dovuto raddoppiare la quota dello scuolabus che da 11 euro mensili è passata a 22. Il costo della benzina è salito alle stelle in questo ultimo periodo. Cerchiamo di risparmiare su tutto dalla benzina per le macchine alla carta per le fotocopie. Stiamo cercando di non toccare i servizi sociali, ma non so per quanto riusciremo a tenere”.

In sofferenza anche imprenditoria e agricoltura. “L’imprenditoria soffre perché porta a termine dei lavori senza incassare, perché i comuni che operano con contributi dello Stato e delle Regioni tardano nei pagamenti. Si fatica ad andare avanti ed è davvero un momento duro. C’è crisi anche nell’agricoltura che da noi è comunque un’attività secondaria“.

Timidi segnali nel turismo. “In questo settore si muove qualcosa. Ormai però il turismo è diventato del tipo mordi e fuggi e non si spende più come una volta”.

Se l’economia italiana non tornerà a crescere, per il sindaco, si farà poca strada. “Ci deve essere una ripresa nazionale perché noi da soli possiamo fare ben poco”.

Il governo Monti dovrebbe, per Primieri, dovrebbe essere più incisivo. “L’esecutivo ha dimenticato di operare in alcuni settori. Dovrebbe tagliare  dall’alto e intervenire sugli stipendi dei politici che sono ben più consistenti dei nostri. Per me è stato buttato solo tanto fumo negli occhi senza agire davvero. Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare”.

Paola Pierdomenico


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30 settembre, 2012

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