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Viaggio nella Tuscia al tempo della crisi - Soriano nel Cimino - Intervista al sindaco

Menicacci: “Basterebbe rilanciare l’edilizia”

di Paola Pierdomenico
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Fabio Menicacci, sindaco di Soriano nel Cimino

Fabio Menicacci, sindaco di Soriano nel Cimino

– “Basterebbe rilanciare l’edilizia”.

E’ questa per Fabio Menicacci la salvezza del Viterbese. Far ripartire un settore che per il sindaco di Soriano nel Cimino ha da sempre creato guadagni e occupazione.

Eliminando il superfluo il suo comune sta cercando di far fronte ai tagli della spending review. Una soluzione che per il momento riesce a contenere le difficoltà economiche.

“Stiamo affrontando bene la crisi – dice Menicacci -. Le previsioni dell’Imu, al di là dei tagli del governo, sono quelle che avevamo preventivato. Da questo punto di vista non abbiamo grossi problemi, anche se il bilancio comunale ha subito un taglio di 532mila euro. Tamponiamo però eliminando il superfluo”.

Un risparmio che ha permesso di non intaccare i servizi. “I servizi alla persona sono tutti garantiti e quelli alla cittadinanza, tipo il porta a porta, sono stati potenziati. Inoltre ci stiamo organizzando con i comuni limitrofi di Bomarzo, Bassano, Vitorchiano, Canepina e Vallerano per il consorzio della raccolta dei rifiuti e del comando di polizia locale.

L’accorpamento permetterà di risparmiare e allo stesso tempo di dare una migliore prestazione”.

Garanzie anche per i servizi sociali. “Ci sono diversi casi di povertà in Comune. A Soriano, però, funzionano molto bene sia la Caritas che la Croce rossa che danno un grande contributo. Stando alle politiche sociali comunque non c’è stato un aumento, si tratta più che altro di situazioni sotto controllo già da tempo”.

L’artigianato, che per Menicacci è una delle attività principali di Soriano, soffre un po’ la crisi. “Si spera che da settembre coi processi di ristrutturazione, le aziende più grandi a partire dalla Unopiù, possano ripartire. Hanno passato dei brutti periodi – ammette -, ma pare che abbiano ripreso a lavorare”.

Per quanto riguarda i giovani, la situazione è quella che vive l’Italia intera. “La maggior parte dei disoccupati sono giovani laureati in attesa di un’occupazione stabile. Alla fine però se c’è un po’ di fantasia si trova sempre qualcosa da fare. Per loro comunque abbiamo aperto lo sportello sviluppo Tuscia con le associazioni di categoria per dare rapidi servizi alle imprese e per creare una banca dati di collegamento tra le aziende e i ragazzi che cercano lavoro”.

Troppi vincoli per le imprese, secondo Menicacci, impediscono il rilancio dell’economia. “Monti sta impiegando troppo tempo per varare il decreto Salva Italia. Al di là della crisi della crisi generale, il governo è andato a colpire gli enti locali e sulle aziende gravano oneri incredibili. Il mercato del lavoro invece dovrebbe liberalizzarsi un po’ di più perché nel 2013 un paese non può ancora ragionare sulle incertezze dell’articolo 18″.

Da qui la proposta del sindaco. “Secondo me la soluzione soprattutto per il nostro territorio è quella di permettere all’edilizia di ripartire – conclude -. E’ il settore che nel Viterbese ha dato più occupazione e che porta direttamente soldi ai comuni con la bucalossi e opere primarie. Basterebbe, per assurdo, eliminare la cassa dei mutui e depositi e i prestiti al patto di stabilità. In questo senso, un comune come Soriano, libererebbe in un anno 4 o 5 milioni in opere pubbliche”.

Paola Pierdomenico


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11 agosto, 2012

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