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Viaggio nella Tuscia al tempo della crisi - Canino - Intervista al sindaco

Pucci: “Si rischia di diventare un paese del Terzo mondo”

di Paola Pierdomenico
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Il sindaco di Canino Mauro Pucci

Il sindaco di Canino Mauro Pucci

– “Senza sviluppo non si va da nessuna parte”.

E’ un’analisi lucida quella Mauro Pucci. Le difficoltà economiche sono sotto gli occhi di tutti e anche Canino si prepara ad affrontarle.

Il primo cittadino mette a frutto la sua esperienza di imprenditore per gestire il paese, sostenendo che senza una politica di sviluppo del territorio non si andrà lontano.

“Stiamo lavorando tanto per superare questo momento difficile – afferma Pucci -, cerchiamo di rilanciare il paese. I commercianti e gli agricoltori soffrono e noi viviamo di queste attività che se vanno male ci mettono in difficoltà”.

Il sindaco ha dovuto fare i conti con i tagli dallo Stato. “Il bilancio si è ridotto di circa 226mila 660 euro che al momento abbiamo tamponato, lasciando le aliquote più basse con lo 0,4 per l’addizionale Irpef.

Non abbiamo aumentato nulla e abbiamo cercato di risparmiare sulla spesa corrente, con l’aumento del 2 per cento sulle tasse sulla seconda casa e le attività produttive affini. Così andiamo a recuperare il 5 per cento che ci consente di chiudere il bilancio in pareggio“.

Al momento, dunque, i servizi sono tutti garantiti. “I servizi non sono stati aboliti né messi a pagamento e speriamo di continuare così fino alla fine della consiliatura. Esclusi gli aumenti statali noi non abbiamo toccato la Tarsu che è ferma da quindici anni e stiamo vivendo con le nostre forze.

Sono un po’ in difficoltà i servizi sociali – ammette -, noi non abbiamo ospedali o cliniche e sono proprio gli assistenti sociali che non hanno risorse per tutte le persone che vengono a chiedere. La sofferenza si tocca con mano”.

Alcuni servizi potrebbero quindi essere accorpati. “Pensiamo alla gestione del comando di polizia locale e al pulmino della scuola. Con Montalto di Castro inoltre stiamo collaborando per lo sviluppo del territorio tramite la valorizzazione del parco di Vulci e le Terme. Per ora è solo un’ipotesi poi vedremo come fare”.

Difficile anche la situazione di alcune famiglie. “La percentuale delle persone che hanno bisogno sta aumentando in maniera dilagante – dice il sindaco -. Il comune non può fare più di tanto e stiamo vedendo di aiutare laddove possiamo. Se aumenta la povertà e nel frattempo ci tagliano le risorse, diventiamo poveri anche noi”.

Non si salvano nemmeno le imprese. “Anche le aziende sono messe male. L’edilizia è ferma, il cementificio è chiuso perché non si costruisce e le cartiere vecchie e obsolete sono in crisi. L’agricoltura anche non è messa bene. Il problema per Canino verrà fuori nei prossimi mesi. Se non c’è una politica di sviluppo non ci possiamo inventare le fabbriche e mancano gli investitori”.

Non se la vedono meglio i giovani. “Il problema è a monte. I giovani non hanno prospettive in tutta la provincia perché non si possono inventare lavori o fabbriche. A Canino stiamo per inaugurare un centro giovani che è solo un piccolo passo per i nostri ragazzi. Mancano le risorse e stiamo vedendo di provvedere”.

Il governo dovrebbe ridare fiducia ai mercati per far girare l’economia. “Sono imprenditore e da tanti anni ho un’azienda che in questo momento non sta andando bene. Il premier sta cercando di fare qualcosa, ma a fronte di una politica di ristrettezze dovrebbe ridare fiducia al mercato con una politica di rilancio. Se non lo fa non vedo come l’Italia si possa riprendere”.

Per Pucci si rischia di diventare un paese del Terzo mondo. “Se Monti ha aumentato le tasse, deve permettere alle aziende di investire su altri prodotti, perché con la politica che ha messo in campo non ha fatto altro che portare i soldi all’estero. Questo è uno dei mali di oggi. La gente già non investe in Italia e oggi la crisi è più lunga perché ci sono nuovi mercati su cui investire. Se Monti non inverte questa tendenza tra un po’ diventeremo un paese del Terzo mondo“.

Anche i piccoli comuni, per il primo cittadino, dovrebbero avere più libertà d’azione. “Un sindaco spesso si rende conto di non poter intervenire perché da una parte ha i debiti di spesa e dall’altra c’è il patto di stabilità. In realtà si dovrebbe dare fiducia a sindaco e giunta per poter amministrare. E’ il sindaco a conoscere le necessità del paese, se devo agire sul sociale o devo rivedere le fognature, lo so io e non Monti. E’ difficile fare programmi per il futuro in questo modo. Senza una politica di rilancio l’Italia e l’Europa non andranno da nessuna parte”.

Paola Pierdomenico


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10 agosto, 2012

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