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Viaggio nella Tuscia al tempo della crisi - Intervista al sindaco di Cellere

Leandro Peroni: “La Maremma selvaggia come risorsa”

di Paola Pierdomenico
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Leandro Peroni, sindaco di Cellere

Leandro Peroni, sindaco di Cellere

– “Quel selvaggio che ha qualcosa in più”.

La lista degli effetti negativi della crisi economica è lunga ma è ancora più lunga quella dei provvedimenti adottati dal sindaco di Cellere Leandro Peroni per tamponare le conseguenze dei soldi che non ci sono.

Tagliare fin dove possibile, valorizzare i paesaggi incontaminati e avere tanta fantasia. Ecco le tre mosse vincenti per il primo cittadino che ha avviato una politica di valorizzazione del territorio e dei prodotti per salvare il paese.

Noi piccoli comuni, per sopravvivere, dobbiamo inventare soluzioni con fantasia ed estro – dice Peroni -. Abbiamo pochi soldi e come gli altri enti dobbiamo far fronte a una riduzione dei finanziamenti dello stato. Il taglio che abbiamo subito è di circa 49mila euro”.

Peroni si è però rimboccato le maniche avviando una serie di progetti per sopperire alle mancanze finanziarie. “Ho fatto convenzioni con altri comuni e in particolare quello di Canino per la gestione dell’anagrafe e del comando di polizia locale e con quello di Grotte di Castro per l’ufficio tecnico”.

I risparmi non finiscono qui. “Ho fatto una verifica sui vari allacci dell’Enel negli edifici comunali, staccando i contatori e le linee telefoniche di quelli da tempo abbandonati. Riunirò poi le nove associazioni di volontariato in un unico edificio per eliminare le spese sugli affitti”.

L’amministrazione interverrà anche sulla sorgente di acqua. “Stiamo valutando di intervenire sulla sorgente dove quotidianamente i concittadini vanno a prendere l’acqua per il bestiame e la campagna. Finora è stata sempre gratuita e facevamo pagare solo una piccola quota a chi veniva da fuori per coprire le spese. Anche qui metteremo mano“.

La lista delle iniziative però non finisce qui. “A giorni alterni, prendendo una zona campione, spegniamo i lampioni nella notte. E’ solo una prova per verificare gli effetti positivi, ciò che è certo è che le lampade a breve saranno tutte a led. Infine vorremmo collaborare per la gestione dei rifiuti in sinergia con altri comuni così da dimezzare i viaggi in discarica. Un’ipotesi anche questa da valutare”.

Nonostante il taglio statale, i servizi sono mantenuti. “Garantiamo per esempio lo scuolabus. Non avendo più le elementari siamo costretti a portare gli alunni a Canino e lo scorso anno pagavamo una ragazza che faceva da accompagnatore sul mezzo. Quest’anno invece ci sono due consigliere che si sono offerte di farlo eliminando la spesa“.

I bisogni delle famiglie sono comunque aumentati. “Le richieste di aiuto sono cresciute rispetto allo scorso anno. Il comune interviene con contributi assistenziali, ma non so quanto dureremo”.

Soffrono imprenditori e agricoltori. “Ho un’azienda alimentare e forse questo è uno dei pochi settori che si salva, perché gli altri sono in difficoltà. L’agricoltura è zoppa per i prezzi del grano. Lo stesso si può dire per l’olio al quale non viene riconosciuto il giusto valore e che non riesce più a dare le garanzie di una volta”.

Peroni però non si demoralizza incoraggiato anche dall’atteggiamento del suo paese. “Ho la fortuna di avere tanti cittadini dotati di fantasia e ingegno che cercano di trovare il modo per superare questa situazione. Sono ottimisti. Spesso mi dicono che in un modo o nell’altro ce la faranno e che sono più forti della crisi. Questo mi rincuora anche se chiaramente spero che tutto cambi presto“.

Un’arma vincente per il sindaco è il turismo. “Vogliamo promuovere la chiesa di Sant’Egidio realizzata da Sangallo il giovane e il museo del brigantaggio che ho aperto nel 2007. Non dimentichiamo la bellezza del nostro territorio, la Maremma laziale in cui ci troviamo è selvaggia e incontaminata, ha quel qualcosa in più rispetto a quella Toscana.

Proprio in questa direzione è nata l’associazione Terre della Maremma. Ne fanno parte sedici comuni tra cui Capalbio, Orbetello, Cellere, Canino Montalto di Castro, Tuscania e Capodimonte. Stiamo lavorando per promuovere il settore e valorizzare i prodotti tipici. Ho fatto anche un gemellaggio con Medina, l’antica capitale dell’isola di Malta, e abbiamo avviato un rapporto commerciale che spero possa andare avanti proficuo”.

Oltre alle bellezze storico paesaggistiche, Cellere può contare anche su altro. “Per quanto riguarda il turismo abbiamo ottenuto tredici guinnes dei primati per la valorizzazione dei prodotti tipici. In collaborazione con Ronciglione, per esempio, abbiamo realizzato la crostata con le nocciole più grande d’Italia. C’è stata poi la bruschetta più lunga per valorizzare l’olio e la salsiccia tricolore. Puntiamo a sostenere agricoltura e artigianato insieme. Vogliamo mettere in pratica gli insegnamenti dei nostri antenati, artigiani del sapore, al tempo dei Farnese. Esperimenti che ci servano a risollevare l’economia”.

Paola Pierdomenico


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11 settembre, 2012

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